Il gruppo vincenziano Carcere Vi.Vo., a fronte dell'emergenza Covid-19,  dona agli istituti penitenziari di Poggioreale,  Secondigliano e Pozzuoli  

Il gruppo vincenziano Carcere Vi.Vo., a fronte dell'emergenza Covid-19 che sta versando il nostro Paese in uno stato di allarmismo e precarietà,  ha donato agli istituti penitenziari di Poggioreale,  Secondigliano e Pozzuoli, una somma di denaro pari a 2000 euro a favore dei reclusi non esclusi. La donazione servirà a fronteggiare le spese di beni di prima necessità all'interno delle case circondariali. In un momento delicato come questo è importante stare vicino, in maniera concreta, ai detenuti e soprattutto alle  famiglie che reclamano una difficoltà economica difficile da superare. Ed è proprio per questo che il sostegno economico è in parte giunto direttamente anche alle famiglie. "Il nostro compito è quello di aiutare chi in questo momento si trova in uno stato di necessità, non solo con la preghiera ma anche con un piccolo gesto", ha dichiarato Carmine Uccello, presidente Carcere Vi.Vo. Da più di trent'anni il gruppo di volontari opera all'interno degli istituti campani attraverso progettualità a favore dei reclusi garantendo anche un sostegno morale. Punto di riferimento di numerose  famiglie che possono contare quotidianamente sull'impegno fattivo e morale dell'associazione. Importanti momenti di aggregazione sono gli incontri con i familiari, a cui viene garantito un piccolo sostegno economico, grazie alla bontà di diversi benefattori e un grande supporto morale, attraverso il confronto e la preghiera; non mancano momenti ludici per i più piccoli, quali tombolata, giochi e gite fuori porta. Una luce nel tunnel per le famiglie e per chi, per un motivo o per un'altro, è costretto a vedere il sole a scacchi. Tanti i progetti futuri in sinergia con le istituzioni.

 3 Aprile 2020                                                                                        

 

Il gruppo vincenziano Carcere Vi.Vo., a fronte dell'emergenza Covid-19 che sta versando il nostro Paese in uno stato di allarmismo e precarietà,  ha donato agli istituti penitenziari di Poggioreale,  Secondigliano e Pozzuoli, una somma di denaro pari a 2000 euro a favore dei reclusi non esclusi. La donazione servirà a fronteggiare le spese di beni di prima necessità all'interno delle case circondariali. In un momento delicato come questo è importante stare vicino, in maniera concreta, ai detenuti e soprattutto alle  famiglie che reclamano una difficoltà economica difficile da superare. Ed è proprio per questo che il sostegno economico è in parte giunto direttamente anche alle famiglie. "Il nostro compito è quello di aiutare chi in questo momento si trova in uno stato di necessità, non solo con la preghiera ma anche con un piccolo gesto", ha dichiarato Carmine Uccello, presidente Carcere Vi.Vo. Da più di trent'anni il gruppo di volontari opera all'interno degli istituti campani attraverso progettualità a favore dei reclusi garantendo anche un sostegno morale. Punto di riferimento di numerose  famiglie che possono contare quotidianamente sull'impegno fattivo e morale dell'associazione. Importanti momenti di aggregazione sono gli incontri con i familiari, a cui viene garantito un piccolo sostegno economico, grazie alla bontà di diversi benefattori e un grande supporto morale, attraverso il confronto e la preghiera; non mancano momenti ludici per i più piccoli, quali tombolata, giochi e gite fuori porta. Una luce nel tunnel per le famiglie e per chi, per un motivo o per un'altro, è costretto a vedere il sole a scacchi. Tanti i progetti futuri in sinergia con le istituzioni.

 

               

 

Chi sì?…Una commedia fresca ed avvincente

Tutto si svolge in uno scenario familiare, richiamando situazioni e vicissitudini di vita quotidiana che ben o male tutti potremmo vivere o nelle quali, indirettamente rispecchiarci. Una commedia brillante, comica e scorrevole degnamente  portata in scena dalla compagnia Arteteka, con la regia di Salvatore Maraniello, impreziosita da stralci di Loris Avella e la collaborazione di Francesco Piccirillo. Un opera che fortunatamente non richiama temi già noti o monologhi mal riusciti che cercano di beffeggiare i grandi classici della commedia napoletana, ma che di contro, attraverso il riso, la spensieratezza e la fluidità riesce a toccare – grazie ad una regia presente- le corde più intime dell’animo di ognuno di noi, temi delicati e sui quali riflettere come: La demenza senile, l'encompresi adulta o l'incapacità di cogliere le informazioni inviate dai propri sensi. Ciò che ha dato brio all’intera messa in scena, la personalità che più di ogni altra sul quel palco è riuscita a creare empatia e familiarità, attraverso modi di fare per niente artefatti e capacità di calarsi nel personaggio in maniera totale e realista, è stata Rita Falibretti in una spettacolare Nanninella. "BRAVA, BRAVA, BRAVA"! .Studiati sono stati i momenti in cui doveva entrare in scena, una sorta di Jolly tutto partenopeo che diceva la cosa giusta nel momento più idoneo. Anche quando questa verità poteva sembrare scomoda o sopra le righe, Nanninella sapeva quello che diceva e lo faceva con una spontaneità così talmente tangibile che il personaggio ha reso la commedia divertente e frivola. Un personaggio che incarna la veridicità e la veemenza della classica donna napoletana, un incrocio tra Tina Rispoli – per colori e femminilità dirompete- e la donna dei quartieri che per non esser schiacciata da una società maschilista e dai tratti fortemente retrograda, deve farsi valere con un carattere combattivo e rigoroso. Giusti gli attori protagonisti Maria D’Andre che interpreta Angelica, molto realista e fortemente calata nel ruolo di una donna ormai stanca di una vita di sacrifici e di bugie salvifiche e Michele Iermano che incarna Filiberto. Due personaggi complementari, l’uno non avrebbe potuto esser dentro la parte nei migliori dei modi senza l’altro. Entrambi complessi da interpretare perché ripercorrono le fasi di una vita che ormai sta lasciando il passo al ricordo di ciò che è stato e dai tratti sbiaditi di esso indotti dalla vecchia.Un deterioramento che colpisce il corpo e la mente e che lentamente distrugge chi vi sta accanto come moglie e figli. Il protagonista maschile -nei panni di un uomo ormai incapace di intendere e di volere- entra in scene in determinati punti dei tre atti .Non recita monologhi strappalacrime per sottolineare il suo status mentale, ma si esprime in maniera ottimale attraverso l’utilizzo del mimica facciale e del canto, calandosi perfettamente in quello che il suo personaggio vuole esprimere a chi guarda. Verso questo personaggio, ciò che mi ha lasciata interdetta è stata la risposta del pubblico. E’ vero! è stata una commedia ridente, leggera ma che di fatto , dietro la maschera di un riso amaro, nascondeva tematiche importanti e di vita quotidiana. A tal proposito mi è sembrato fuori luogo la goliardia  di un pubblico non attento in un particolare momento della commedia . Un istante scenico, nel quale chi stava osservando, silenziosamente avrebbe dovuto riflettere, non perdendosi in una risata che ha reso la scena buffa in un momento non richiesto. Bravi anche gli attori giovani, i tre figli della coppia : Loris Avella ( Tommaso), Mario Prete ( Aurelio) e Francesco Piccirillo (Riccardo) e il cugino  Dario Guida, quest'ultimo  irrompeva con ingenua sfrontatezza e piacevole atteggiamento nelle scene, spezzando così momenti che diversamente sarebbero potuti esser statici. I tre fratelli, sono stati valenti  ad interpretare personaggi che avevano sfumature caratteriali diverse l’uno dagli altri, sono riusciti a calarsi drammaticamente in momenti in cui la verità scoperta, poteva rendere fredda la loro  fratellanza, potevano odiare quella mamma che fino a quel momento gli aveva nascosto una realtà troppo grande da poter esser rivelata e potevano esecrare quel padre che oggi era in silenzio perché incapace, ma che quando avrebbe potuto e dovuto non ha fatto nulla per cambiare la sorte della loro vita. Alcuni  i personaggi che ho riscontrato più scolastici nella messa in scena, quasi come seguissero alla lettera il copione, senza dargli corpo e spessore, ma che hanno comunque contribuito ad un ottimale resa della commedia: I due medici, parenti dei coniugi, la sorellastra Giulia interpretata da Giovanna Perelli e Francesco Peluso.  Suggestiva la scena finale, una moglie che nonostante tutto difende  un uomo che ha accettato di amare come figli propri chi non lo era davvero e  l'abbraccio dei figli verso un  padre che per amor loro ha deciso di tacere prima -quando avrebbe potuto parlare- e parlare con gli occhi dopo, quando invece la vita gli ha tolto la possibilità di chiedere venia a voce alta.

 MARTINA GIUGLIANO 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

UNA BUONA IDEA

Una buona idea un titolo, un programma. Sarebbe stata un ottima idea se l’intera messa in scena si fosse focalizzata su uno dei due atti in cui si è svolta la commedia e svilupparne solo uno di esso, invece di portare a termine due quadri di cui uno -precisamente il primo- labile e quasi fuori luogo. Mi spiego meglio: Sabato 22 e domenica 23 Febbraio, al Teatro Santa Teresa di Napoli è andata in scena la commedia ”Una Buona Idea“ di Ferdinando Terrinoni con la compagnia Le Sberle. Una Brigata coesa, tutti attori amatoriali precisi, preparati e con un ottima presenza scenica e vocale . Anche i piccoli errori di copione del protagonista Filippo Percuoco interpretato da Ferdinando Terrinoni , non creavano disturbo  perché è stato bravo a camuffare la caduta, a riprendere la scena ed il movimento in maniera perfetta. Questa volta però, paradossalmente a rovinare  bravura e precisione non sono stati i singoli attori ma la messa in scena. Il primo atto totalmente scollegato al secondo, privo di personalità, difficile da comprendere nell’immediato, in quanto le scene autoriali venivano bloccate da stralci di video, che non solo irrompevano con una modernità che spezzava la sceneggiatura, la scenografia e il tempo storico posto in essere in palcoscenico che chiaramente riprendeva un ambiente elitario, elegante e degno di una famiglia in cui al vertice c’era un ex generale dell’esercitò, ma lasciavano all’osservatore una sorta di perplessità, una domanda ancestrale che tornava alla mente a fine di ogni clip : “ Cosa vorrà dire ?”.Ottima l’idea creativa dalla regia di costruire quasi delle gag sceniche, dei siparietti simpatici e allegri in cui la ritmicità, e lo spirito da musical la fanno da padrona ma se queste avessero avuto un senso, una logica . Il primo atto mi è sembrato quasi costruito in un secondo momento, alcune scene le ho percepite esser state create ad hoc per trasformare delle semplici battute in qualcosa che potesse avvicinarsi al tempo reale di un atto. Anche la presenza di alcuni attori, come ad esempio le tre suore "ballerine", il medico di base che recita un classico della letteratura italiana  o il bambino irriverente mi sembravano esser stati aggiunti per creare solo dei tempi scenici più lunghi, ma non perché avessero un senso preciso. Savio e appropriato invece è stata la struttura del secondo quadro. Nella seconda parte ho visto il fulcro dei dialoghi, il perché dei video iniziali e un recitato da parte di tutti gli attori più consapevole, più spontaneo come se quella fosse la commedia vera e propria. Interessante il trio intorno al quale ruota tutta la sceneggiatura ovvero: Il protagonista nonché regista Terrinoni, il cameriere interpretato da Marco Schiattarella bravo come attore caratterista anche se in alcuni momenti un pò troppo eccessivo e sopra le righe e Camillo Milochi interpretato da Giuseppe Barbieri. In questo atto ho percepito la presenza e la guida della regia, un ironia studiata, precisa e spontanea allo stesso tempo. Punta di Diamante, oltre al protagonista - giusto nel suo ruolo e con un ottimo bagaglio di esperienza nel mondo della recitazione teatrale- è stato l’amico ritrovato dopo anni, il già citato Giuseppe Barbieri. Ha portato avanti il suo ruolo come se stesse interpretando se stesso, disinvolto, per niente stucchevole, divertente e privo di finzioni o filtri recitativi fino alla chiusura di sipario. Insomma un ottima compagnia, dal generale Evaristo Vinciguerra alla moglie interpretata da Caterina Laita, la quale ha incarnato in maniera egregia la rigida femminilità di una donna, moglie di un soldato . Un inflessibilità avvalorata da una voce a tratti stridula e spigolosa, ma in questo caso il timbro vocale non è stato un danno ma un valore aggiunto e ben canalizzato da parte della regia che, non avrebbe valorizzato, se le avesse affidato il ruolo di una dolce e romantica nobil donna.

MARTINA GIUGLIANO 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Vado Via, il travolgente viaggio nelle voci di dentro di Massimo Nappi


Il romanzo d’esordio è stato presentato all’istituto di formazione Selform

Le voci di dentro vissute e metabolizzate da chi ha scelto come professione di analizzare quelle degli altri. Questo il filo conduttore del romanzo d’esordio di Massimo Nappi dal titolo: “Vado Via”.
Il volume edito da “Youcanprint ha come protagonista uno psicologo che dopo la morte dei suoi genitori si trova dall’altra parte della barricata e comincia a scavarsi dentro alla ricerca di quelle stesse risposte che quotidianamente cerca di fornire ai suoi pazienti.
Il lavoro è stato presentato nel corso di un evento ospitato dalla sala convegni dell’istituto di formazione Selform in via dell’Archeologia n. 54 ad Aversa.
La location più indicata per ospitare la presentazione: infatti l’autore, oltre a lavorare del reinserimento familiare e sociale dei pazienti con problematiche psichiatriche e psicologiche dettate dalla loro patologia, è docente di Tecnica Infermieristica e Sanitaria proprio in questa scuola.

 
 

   Questi fantasmi... disciplinati.

Questi fantasmi! è una commedia in tre atti, scritta nel 1945 ed interpretata da Eduardo De Filippo il 7 gennaio 1946, al Teatro Eliseo di Roma, con la Compagnia «Il Teatro di Eduardo con Titina De Filippo». Fu la prima commedia di Eduardo rappresentata all'estero: il 7 giugno 1955 a Parigi, al Théâtre de la Ville – Sarah Bernhardt, in occasione del "Festival internazionale d'arte drammatica".  E con uno sguardo volto al passato e l' azione ai giorni d'oggi:

Venerdì 14 e domenica 15 al Teatro Santa Teresa, è stata portata in scena dalla compagnia amatoriale “C.M.S. MARIO SCARPETTA “con la regia di Mimmo Cacciapuoti. Una compagnia che nel rappresentare un classico della cultura teatrale partenopea si è dimostrata seria e disciplinata, lasciando solo al ricordo la confusione e l' esagerazione scenica di qualche mese fa. Una commedia che è stata bene interpretata da alcuni attori in scena ai quali avrei dato molto più spazio di quanto di fatti hanno avuto dalle scelte di regia

Ancora una volta, come avviene in molte commedie di Eduardo, il sipario si apre con il palcoscenico al buio. È la commedia della vita che sta per nascere dal buio. La luce fioca di una candela illumina lo stanzone d'ingresso di un appartamento che si intuisce molto grande. Il "guardaporte", il portinaio Raffaele, fa strada con la luce di una candela a dei facchini che stanno con grande fatica portando nell'appartamento pesanti suppellettili. I facchini stanno per tornare al pianterreno per portare gli altri mobili ma Raffaele, dopo aver in fretta aperto dei finestroni che illuminano lo stanzone, impedisce loro di scendere. Una trama intrigante ,piena di colpi di scena e anche di molti silenzi scenici che se mal dosati rischiano di rendere la commedia monotona e lenta.

Buona l' interpretazioni dell' attore caratterista Salvatore Forte che interpreta il portiere, Raffaele e Ida De Stasio  che ha vestito i panni di  Armida, la quale si è ben calata nella parte. Buona la dizione,  così come l'impostazione vocale e i cambi di tono apportati al recitato, al fine di renderlo più o meno intenso rispetto all'emozione che voleva suscitare. Giusta anche la parte di Salvatore Rinaldi che nei panni di Alfredo è riuscito ad interpretare un uomo intransigente ma allo stesso tempo scaramantico ed inquieto. Coerente nelle movenze  e nei tempi ; avrei solo cercato di intensificare il recitato creando più dinamismo con il timbro di voce, rendendolo più intenso in alcuni punto, cosi da creare ogni momento diverso dall' altro e non monotono come in alcuni tratti è apparso. A Colei che avrei dato più spazio perché' davvero brava a non far percepire alla platea  la fatica di recitare in falsetto, segnata da una finta dislalia , è l' attrice caratterista Anna Scarnato che ha vestito i panni di Carmela, la sorella del portiere che - dal racconto dello stesso- aveva perso il senno dopo esser venuta in contatto con i fantasmi presenti nello stabile. Ottimi e davvero pieni di potenzialità i già citati e apprezzati attori giovani: Biagio e Sara Cacciapuoti. Una commedia senza ombra di dubbio complessa come tutte quelle poste in essere da Eduardo e che necessita di attenzione per esser comprese al meglio, per comprendere al cento per cento una morale intesa e dirompente al suo interno.

 Martina Giugliano

 

 

COMUNICATO STAMPA

 Venerdì 21 febbraio 2020 ore 17.30 Teatro Italia di Acerra, prima tappa del tour scientifico-divulgativo di EcoFoodFertility sui risultati di biomonitoraggio del progetto FAST (Fertilità, Ambiente, Alimentazione, Stili di Vita) “Un modello di intervento per la prevenzione dell'infertilita in adolescenti sani residenti in aree a forte impatto ambientale”.

Obiettivo dell’incontro è la comunicazione dei risultati dello studio di confronto su contaminanti sangue e sperma (metalli, IPA, PCB, diossine), stato di fertilita' maschile, biomarcatori ossidativi ed epigenetici nei giovani di Brescia-Caffaro, Valle del Sacco nel Frusinate e Area Nord di Napoli ed i relativi risultati sulle modifiche dello stile di vita e dell’intervento nutrizionale basato sulla dieta mediterranea con prevalenza di prodotti biologici e biodinamici al fine di migliorare gli indici di fertilità e mitigare l’effetto degli inquinanti ambientali sulla salute umana  ("bonifica uomo inquinato").

Nel progetto finanziato dal Ministero della Salute all’ASL Salerno e svolto in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità, l’Università di Brescia, il CNR di Avellino, l’ENEA di Casaccia, l’Università di Milano e Napoli Federico II, è stato utilizzato il seme maschile come sensibile e precoce indicatore di Salute Ambientale e Generale,  “Seme Sentinella”, per valutare quanto l’Ambiente, l’Alimentazione e gli Stili di Vita influenzino la salute umana e quali misure di prevenzione adottare per ridurre il rischio di patologie riproduttive e cronico-degenerative nelle popolazioni più a rischio.

 Lo studio è stato condotto negli ultimi due anni su oltre 400 giovani maschi sani dai 18 ai 22 anni non fumatori, non bevitori abituali, non esposti professionalmente, con indici di massa corporea omogenei, di tre aree ad alto impatto d’Italia: Brescia-Caffaro, Valle del Sacco nel Frusinate e Area Nord di Napoli. Sono stati esaminati in modo sistematico, diversi parametri biologici, biomolecolari e tossicologici nel seme e nel sangue al primo tempo (T0) per valutare le differenze nei gruppi reclutati fra le tre aree e i cambiamenti degli stessi parametri a 4 mesi dopo randomizzazione dei soggetti in un gruppo che ha osservato modifiche di stili di vita (attività fisica e alimentazione) ed un gruppo di controllo che non ha seguito modifiche di stili di vita.

 Prossima tappa della presentazione sarà a Brescia il 9 Marzo.

 Acerra, 13 febbraio 2020

 

 

Oggetto: Invito a partecipare al primo degli incontri pubblici del Tour scientifico-divulgativo del Progetto EcoFoodFertility nelle aree ad alto impatto ambientale  in merito alla presentazione dei risultati del progetto di ricerca Ministero della Salute-ASL Salerno denominato  “FAST” (Fertilità, Ambiente, Alimentazione, Stili di Vita): Un modello di intervento per la prevenzione dell'infertilita in adolescenti sani residenti in aree a forte impatto ambientali. Venerdì 21 febbraio 2020 ore 17.30 teatro Italia di Acerra.

 

L’associazione di Promozione Sociale a Scopo Scientifico EcoFoodFertility, iscritta all’Albo delle Associazioni di Promozione Sociale (n. 343 del 12/08/2015), nata per sostenere il progetto di ricerca omonimo nelle aree a rischio ambientale, oltre a promuovere e divulgare attività sui temi della Salute e Ambiente attraverso convegni, corsi di formazione in collaborazione con enti istituzionali, in questi ultimi anni è stata particolarmente attiva nel reclutamento sui territori, per progetti di biomonitoraggio come il progetto EcoFoodFertility stesso, il progetto SPES, il progetto EcoNutraPrevention e il progetto denominato “FAST(Fertilità, Ambiente, Alimentazione, Stili di Vita): Un modello di intervento per la prevenzione dell'infertilità in adolescenti sani residenti in aree a forte impatto ambientale.

Quest’ultimo, partito dal progetto madre EcoFoodFertility, di cui ne condivide il fondamento di base nell’utilizzo del seme maschile come sensibile e precoce indicatore di Salute Ambientale e Generale,  “Seme Sentinella”, per valutare quanto l’Ambiente, l’Alimentazione e gli Stili di Vita influenzino la salute umana e quali misure di prevenzione adottare, è stato finanziato dal Ministero della Salute all’ASL Salerno e svolto in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità, l’Università di Brescia, il CNR di Avellino, l’ENEA di Casaccia, l’Università di Milano e Napoli Federico II.

 Il progetto è stato condotto negli ultimi due anni su oltre 400 giovani maschi sani dai 18 ai 22 anni non fumatori, non bevitori abituali, non esposti professionalmente, con indici di massa corporea omogenei, di tre aree ad alto impatto d’Italia: Brescia-Caffaro, Valle del Sacco nel Frusinate e Area Nord di Napoli. Sono stati esaminati in modo sistematico, diversi parametri biologici, biomolecolari e tossicologici nel seme e nel sangue al primo tempo (T0) per valutare le differenze nei gruppi reclutati fra le tre aree e i cambiamenti degli stessi parametri a 4 mesi dopo randomizzazione dei soggetti in un gruppo che ha osservato modifiche di stili di vita (attività fisica e alimentazione) ed un gruppo di controllo che non ha seguito modifiche di stili di vita.

 Il primo degli incontri pubblici del tour scientifico-divulgativo che toccherà tutte le altre aree dove si è svolto il progetto e dove verranno illustrati i risultati del Progetto FAST insieme ad altri già pubblicati su riviste internazionali e/o presentati in congressi nazionali ed Internazionali di EcoFoodFertility nonché quelli in corso di pubblicazione, è stato fissato per venerdì 21 febbraio presso il Teatro Italia di Acerra, ore 17.30.

La presente è per chiedere la Sua presenza, vista l’importanza dell’evento.

In attesa di risposta, l’occasione è gradita per porgere cordiali saluti.

 

Acerra, 6 febbraio 2020

Presidente Associazione EcoFoodFertility

Responsabile Scientifico Progetto FAST ed EcoFoodFertility

Dott. Luigi Montano